MARZO 2016. Gli artisti della galleria

Daniele Cestari, Andrea Chiesi, Mimmo di Marzio, Guido Lodigiani,                      Giovanni Lo Presti, Marina Previtali, Ugo Riva, Yoon Si-Young.

 

 

D. Cestari, "La nube solitaria fugge", olio su tela, 2015
D. Cestari, “La nube solitaria fugge”, olio su tela, 2015

 

La mostra “MARZO 2016” tutta orientata sul figurativo, anche se di variata fisionomia espressiva, si riferisce alla decisione di rappresentare in un simbolo della città, liberamente scelto dalle sensibilità artistiche degli autori presenti in mostra,  gli aspetti molteplici della metropoli.  Le tele di Cestari raccontano gl’informi profili di grattacieli con partiture di finestre soffocate da una nebbia densa e bituminosa; la Milano di Chiesi si gioca lungo direttive di silenziose geometrie dal sapore tipicamente sironiano; quelle di Marina Previtali sviluppano invece, un sensitivo paesaggismo dallo sguardo lungo, velato di lirismo malinconico; Yoon Si-Young ci parla di una città liquida e tenebrosa sempre mediata da un diaframma costruito ad arte per rendere l’osservazione emotivamente partecipata. Gli interni di vita quotidiana dell’artista napoletano Di Marzio, marea montante stagliata su un cielo minaccioso, sono un esempio di rappresentazione psicologica del menage familiare metropolitano; le sculture di Guido Lodigiani esprimono, attraverso il corpo modellato, una rievocazione delle grandi forme e iconografie tradizionali con una propria originale drammatica asprezza; Giovanni Lo Presti ama rappresentare il reale con rigore apollineo, di lucida connotazione fotografica, evidenziando caratteri e sensazioni nascoste sotto la superficie parlante del corpo metropolitano. Nella scultura Ugo Riva fa della città un ammasso di rovine, in un teatrino antico dal sapore poetico. Un senso di precarietà e di fuga caratterizza la mostra nel suo insieme la cui poetica è fortemente condizionata dallo smarrimento e dall’assenza, preludio di un ritorno nostalgico alla pienezza del passato.

Lorenzo Valentino