MARINA PREVITALI Milano messa in opera

La casa editrice Silvana editoriale ha pubblicato in questi giorni il libro Marina Previtali, Milano messa in opera a cura di Lorenzo Valentino. L’originalità del volume sta nel raccogliere 85 testimonianze scritte da personalità che operano nei  diversi settori produttivi (architetti, intellettuali, studiosi, critici militanti, storici dell’arte, giornalisti, poeti, filosofi, designer, compositori e tanti altri) protagonisti della vita culturale ed economica della città che precedono e quasi introducono il corpo delle opere dell’artista milanese  Marina Previtali.

Impressionano i suoi innesti tra linee verticali e orizzontali, squarci obliqui di architetture, ponteggi e impalcature immortalate su tela con colori accesi rigorosamente ad olio…adatti per varcare la soglia tra il reale e l’immaginario, per entrare dentro il processo di cambiamento della citta, definendo tra una veduta e l’altra, la trasformazione di Milano: cantiere aperto dell’umanità che diventa un costrutto della nostra immaginazione ed esperienza sia una presenza fisica e reale, che ci divora e seduce… Previtali al contrario dipinge una visione positivista di Milano, di matrice Futurista, galvanizzata com’e dalla verticalità dei suoi edifici, più evidente dal 2008 a oggi.

E tra una pennellata rapida e un dettaglio cromatico, l’artista inconsapevolmente costruisce strati di storia umana e insieme architettonica, cogliendo nell’estasi della modernità scenari urbani inquieti dalla straordinaria varietà paesaggistica per rendere leggibile l’in-leggibile… Previtali è un’autentica flaneur dello sguardo, una osservatrice segreta e distaccata che indaga i movimenti della citta muovendosi tra la folla e nuovi quartieri di Milano, nati sulle ceneri di periferie e considera la citta come uno dei miracoli dell’esistenza umana, che pero cela inquietudini e malesseri sociali…

Jacqueline Ceresoli
 

Erede di un approccio alla realtà che ricorda quello informale del lecchese Ennio Morlotti e quello materico del francese Nicolas De Staël, Previtali dipinge lontano dai riflettori. Non che non esistessero, negli anni del suo esordio, critiche d’arte femministe e aggiornate in grado di occuparsi di lei – nel 1999, ad esempio, Carolyn Reeve la invita a focalizzare la sua ricerca sul corpo umano – ma nell’insieme il lavoro di Previtali appare senza rivendicazioni, lontano mille miglia dai temi caldi della politica, del sesso, dell’inconscio. Cerca il senso del suo fare arte, non il consenso. Combatte l’iconoclastia che ha dominato gran parte dell’arte moderna del XX secolo lasciando, in ogni suo quadro, le tracce di una paziente opera di salvezza del quotidiano: i ponti di ferro sul Naviglio, i grattacieli di Porta Nuova, le piazze con i mercati rionali, la Stazione Centrale.

Il suo apparente indugio sull’arte contemporanea diventa di fatto avanguardia. Le architetture della città, in continuo divenire, diventano i suoi soggetti preferiti, le fissa sulla tela in vedute aeree, mentre il suo ductus pittorico rispecchia il ritmo della Milano contemporanea che lei va ritraendo: veloce, sincopato, inarrestabile. La sua città è un ossimoro colorato: dinamica e deserta, iconica e senza confini, intima e squadernata, fondale scenografico e luogo dell’anima. Milano città aperta…

Marina Mojana

 

In molti lavori Previtali rilegge i luoghi, come la Torre Velasca, la stazione della metropolitana, come per farci notare un disvelamento che lei stessa genera. Rappresenta. L’artista esprime in modo convincente l’ambiente che avvolge e che penetra gli spazi. L’abilità di trasfigurare il soggetto e, nello stesso tempo, rendercelo leggibile, rappresenta una sollecitazione a rivisitare il paesaggio urbano come luogo dell’anima. Nelle opere su carta, così come in quelle su tela, il colore e il segno sono inscindibili e generano bagliori di luce. La pittura vivace di Previtali esprime anche tutte le contraddizioni che appartengono ai nostri centri urbani, uno per tutti, Milano.

La città è un’avventura da vivere, da respirare, da amare e anche da odiare in un melting pot di emozioni che convive nell’opera dell’artista. I colori sono forti, sembrano sferzare la tela, eppure sono anche profondi, espressivi e avvolgono luoghi e cose del nostro tempo moderno. La rappresentazione è un flusso continuo, il gesto dell’artista accompagna un movimento, quasi in un vortice di energia, un flusso continuo di emozioni. Marina Previtali racconta, evoca, con la forza dell’azione…

Vittoria Coen