Quartieri di poesia a cura di M. Cucchi – L. Valentino

Vivian Lamarque.  Il Monte Stella e dintorni
La dolcissima “muntagnètta del rüff”, il Monte Stella e il borgo di Lampugnano, il QT8, tra ieri e oggi, storia e umanità di una periferia milanesissima.  

Mario Santagostini.  I tempi dell’hinterland
Pensare e passeggiare, prendere nota nella mente e sulla carta dal grigiore vivo che circonda la grande città.  

Fabrizio Bernini.  Via Paolo Sarpi
Un quartiere e una via che sono insieme milanesissimi e cinesi, strade accoglienti e vivaci, percorse con piacere da chi le ha scoperte dopo anni nel pavese e un lungo soggiorno a Niguarda.

Giampiero Neri.  Piazzale Libia
Ho voluto, ho deciso, di vivere qui, per la bellezza di questa grande piazza, per i suoi alberi così accoglienti, e oggi, dopo decenni, ancora mi capita di scoprire, con piacere, qualcosa di nuovo.

Tiziano Rossi.   Porta Vittoria
Penso alla Rotonda della Besana, dove in un tempo che sembra remoto si era svolto il festival internazione di Milano poesia, vedo il Palazzo di Giustizia e poi mi infilo a Palazzo Sormani per una piacevole e antica parentesi quieta di lettura.  

Claudio Recalcati.  Verso Piazza Udine
Oltre il ponte di Lambrate, il quartiere ha un suo fascino ruvido, metallico, ma muovendomi in via Feltre posso avvicinarmi al Parco Lambro e godermi il verde periferico della città.

 

 

Giancarlo Majorino.  Le varie zone della mia Milano
Sono vissuto a lungo altrove, tra via Archimede e via Melloni, ma ormai da tempo sono in tutt’altra zona, vicino al Lorenteggio, e ho conosciuto la pace e il verde di una nuova zona pacifica e accogliente.  

Lucrezia Lerro.  Villa Triste e dintorni
Ho scoperto da poco questi luoghi, dove ora abito, e mi ha subito colpito quella villa, deliziosa, ma che ha in sé orribili ricordi di storia, cioè la Villa Triste, la sede delle atrocità della banda Koch. Ma per fortuna, non lontano, c’è anche quella che era la sede del Derby, il tempio del cabaret tradizionale.  

Milo De Angelis.  Da viale Majno alla Bovisa
La mia giovinezza in una delle più belle zone residenziali, in viale Majno, poi altre vie, città e quartieri. Ora, dalla luce un po’ sinistra della via Bovisasca al semplice decoro elegante della via Imbriani.  

Patrizia Valduga.  Corso Buenos Aires
Corso dei poeti, Porta Venezia di Giovanni Raboni, via San Gregorio e le ultime tracce del Lazzaretto…Qui è la mia Milano , per amore e per mia scelta…  

Alberto Pellegatta.   l’Isola
Ambiente popolare, botteghe di artigiani, un carattere di autentico quartiere sempre vivissimo e particolare, oggi circondato da una modernità verticale non priva di uno spettrale orgoglio estetico.  

Maurizio Cucchi.  Via Bagnera e dintorni
Quasi invisibile, la via Bagnera offre ancora una sua atmosfera cupa, con il ricordo dell’assassino Antonio Boggia, impiccato nel 1862. Ma girando nei dintorni, da via Morigi a via Sant’Orsola, da via Circo a via Cappuccio, al viandante capita di perdersi in un groviglio suadente di antiche nobili stradine.